In 114.000 firmano «Don't Kill the Disc», Kojima: il futuro solo digitale fa paura

La reazione contro il futuro senza dischi adesso ha dei numeri. «Don't Kill the Disc: Tell Sony to Keep Physical PlayStation Games», una petizione su Change.org lanciata il 1° luglio da Jade Pearce del rivenditore canadese PNP Games, ha superato le 100.000 firme in quattro giorni e al 6 luglio è oltre quota 114.000, con più di 22.000 adesioni in un solo giorno. GTA 6 è citato esplicitamente nel testo della petizione: «Pochi giorni prima, Grand Theft Auto VI ha confermato che uscirà del tutto senza disco.» Il cuore dell'argomentazione è il possesso: «Un disco è un gioco vero che possiedi. Puoi prestarlo, scambiarlo, rivenderlo, regalarlo, collezionarlo o lasciarlo ai tuoi figli.»

Hideo Kojima si è unito al coro lo stesso fine settimana. Intervenendo al festival Il Cinema in Piazza a Roma (le sue parole sono state tradotte da Genki e riprese da Kotaku, Windows Central e altri), il creatore di Metal Gear e Death Stranding ha raccontato di essere cresciuto con i supporti fisici e di trovare lo stop del 2028 «davvero triste». La sua preoccupazione più grande è un futuro in stile streaming, in cui i dati dei giochi stanno sui server di un'azienda e conservi l'accesso solo finché l'azienda lo permette: «È questo che fa paura. Quello che succede ai videogiochi nel 2028 potrebbe succedere anche ai film.» Dice di aver iniziato lui stesso a fare scorta di Blu-ray e CD.

È la terza ondata di proteste in meno di due settimane: prima i forum dei fan, poi i politici in Francia, Brasile e al Parlamento europeo, ora una petizione di massa e uno dei game designer più famosi del settore. Sony non ha commentato. Xbox, intanto, ha tenuto a sottolineare che Halo: Campaign Evolved esce in una custodia con un vero disco, cosa che i fan hanno letto come una frecciata alla rivale. Niente di tutto questo cambia il lancio di GTA 6 il 19 novembre: una scatola, un codice, nessun disco.

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